3 inch Gun M5

Il 3 inch Gun M5 era un cannone controcarri da 3 in (76 mm) che venne sviluppato negli Stati Uniti nel corso della seconda guerra mondiale. Il cannone utilizzava la canna del cannone contraerei T9 ed elementi dell’obice M2 da 105 mm. Fu adottato, nella versione trainata, unicamente dall’United States Army per i battaglioni di artiglieria controcarri nel 1943. Fu impiegato unicamente nella seconda guerra mondiale sui fronti italiano e occidentale.

Nel 1940 l’esercito statunitense cominciò a ricevere i suoi primi cannoni anticarro, sotto forma del 37 mm M3. Quantunque questo cannone soddisfacesse le necessità della fanteria per un’arma anticarro leggera e maneggevole, l’artiglieria e l’Ordnance Corps prevedevano la necessità di un cannone più potente. Questo portò a un certo numero di progetti d’emergenza, come l’adattamento al ruolo controcarri del francese 75 mm Mod 87 o varianti trainate del 75 mm M3.

Negli ultimi mesi del 1940 l’Ordnance Corps (il servizio dell’esercito destinato allo sviluppo degli armamenti) diede il via al progetto di un cannone controcarri basato sul T9 3 in anti aircraft (cannone contraerei da 3 inch in fase di prova). Alla canna del T9 furono adattati l’otturatore, il sistema di rinculo e l’affusto dell’obice M2 105 mm. Il prototipo fu denominato 3 in gun T10 (cannone da 3 in fase di prova) ed era pronto nel settembre 1941. Le prove sul prototipo rivelarono piccoli problemi, tuttavia fu chiaro che il cannone, standardizzato come M5 su affusto M1, presentava una notevole superiorità come prestazioni ai progetti preesistenti.

La produzione iniziò nel dicembre 1942, un affusto leggermente modificato fu omologato nel novembre 1943 come M6. In questo nuovo affusto lo scudo verticale simile a quello dell’obice da 105 mm fu sostituito da un nuovo scudo inclinato. Nel gennaio 1944 l’AGF (Army Ground Forces, Forze terrestri dell’esercito) richiese di aggiornare i pezzi costruiti con l’affusto M1 all’affusto M6, quindi la maggior parte dei cannoni utilizzati al fronte aveva l’affusto modello M6.

La canna era adattata da quella del cannone contraerei T9 3 in, aveva una rigatura uniforme destrorsa con 28 solchi con un passo di 25 calibri. La canna era accoppiata ad otturatore, sistema di rinculo e affusto dell’obice M2 da 105 mm meat tenderizer recipe. L’otturatore era manuale a scorrimento orizzontale, il sistema di recupero era idropneumatico. L’affusto era a code divaricabili, con un equilibratore a molla singola sotto l’otturatore e ruote munite di pneumatici.

Nonostante le sue buone caratteristiche, nessuna branca dell’esercito sentiva la necessità del nuovo cannone. La fanteria lo considerava troppo voluminoso e pesante powdered meat tenderizer. Gli altri potenziali utilizzatori, il Tank Destroyer Center (Centro anticarro), preferiva armi semoventi più mobili. Finalmente le pressioni da parte del comandante dell’AGF, Gen. Lesley McNair, arrivarono a far adottare il nuovo cannone dal centro anticarro. Sembra che l’opinione di McNair sull’uso di pezzi trainati invece dei pezzi semoventi fosse influenzata dalla campagna del Nord Africa (Algeria e Tunisia), dove si erano mostrate difficoltà ad occultare i semoventi.

Il 31 marzo 1943 l’AGF ordinò dei convertire 15 battaglioni controcarri su semoventi a battaglioni a traino meccanico, in altri termini l’AGF decise che metà dei battaglioni controcarri doveva essere a traino meccanico. Un battaglione controcarri a traino meccanico era su 36 pezzi, su tre compagnie ciascuna su 12 pezzi. Come trattori erano usati mezzi semicingolati M2 o M3, l’organizzazione autorizzò dal 1º settembre 1944 l’uso come trattore degli M39 (veicoli totalmente cingolati), ma questi arrivarono al fronte solo nella primavera del 1945.

I battaglioni controcarri a traino meccanico erano in organico alle divisioni dell’esercito per migliorare le loro capacità anticarro, per la maggior parte un battaglione completo era in organico ad una divisione di fanteria. In alcuni casi battaglioni controcarri a traino meccanico erano in organico a divisioni corazzate o avioportate, in altri casi le compagnie dello stesso battaglione erano assegnate a divisioni differenti e in alcuni casi una singola divisione aveva diversi battaglioni controcarri

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, alcuni dei quali potevano essere a traino meccanico ed altri su semoventi.

Nell’ottobre 1943 il primo battaglione a traino meccanico (805th Tank Destroyer Battalion– 805º battaglione controcarri) arrivò in Italia. Successivamente l’M5 fu utilizzato in combattimento nella campagna d’Italia e sul fronte occidentale. Uno dei combattimenti più rilevanti a cui parteciparono questi cannoni ebbe luogo in occasione del contrattacco tedesco su Mortain nell’agosto 1944. Il 823rd Tank Destroyer Bataillon (823º battaglione controcarri), in organico alla 30th Infantry Division (30ª divisione fanteria) ebbe un ruolo fondamentale nella difesa di Saint-Barthélemy, distruggendo quattordici carri tedeschi e un certo numero di altri veicoli, perdendo undici dei suoi cannoni.

Oltre al ruolo controcarri, il cannone era usato spesso in unione all’artiglieria campale divisionale o per il tiro diretto contro fortificazioni nemiche (per esempio in un rapporto di combattimento del 614th Tank Destroyer Battallion – 614º battaglione controcarri – viene indicato che una sezione di due pezzi sparò 143 colpi contro una postazione nemica, ottenendo 139 centri).

Sebbene l’M5 fosse nettamente superiore in prestazioni al precedenti cannoni anticarro usati dagli Stati Uniti era ingombrante e pesante, rendendolo quindi difficile da mettere in posizione water holder for running, e le sue caratteristiche anticarro sotto certi aspetti non erano le migliori. Questa reputazione rifletteva in parte i problemi iniziali con le spolette dei proiettili APCBC (Armour Piercing Capped Balistic Cap – Perforanti con protezione balistica) e HE (High Explosive – Alto esplosivo). Si deve notare anche che non furono mai sviluppati proiettili APDS (Armour Piercing Discarding Sabot – Perforanti ad abbandono di involucro) per l’M5 e che esisteva un proiettile APCR (Armour Piercing Composite Rigid – Perforante a nocciolo indurito), ma non è chiaro se sia mai stato distribuito ai battaglioni anticarro trainati.

In conseguenza di questi problemi, i comandanti ed i soldati preferivano in linea di massima i mezzi anticarro semoventi, che fornivano una migliore mobilità e migliore protezione per gli equipaggi.

La prova del fuoco per i battaglioni anticarro ed i loro cannoni M5 avvenne nella battaglia delle Ardenne. In questa occasione i pezzi anticarro a traino meccanico combatterono con un’efficiacia molto minore e subirono perdite più pesanti nei confronti dei pezzi su scafo semovente. Un rapporto del già citato 823º battaglione affermava che «i cannoni anticarro erano presi di fianco uno per uno dai carri nemici ed il personale era cacciato via dai cannoni dal fuoco delle armi individuali e delle mitragliatrici». In considerazione delle esperienze di combattimento recenti, l’11 gennaio 1945 il War Department (Ministero della Guerra) confermò la richiesta di convertire i battaglioni anticarro a traino meccanico a battaglioni su semoventi. Questa decisione corrispondeva al ritiro graduale degli M5 dal servizio in prima linea, processo che continuò fino alla fine della guerra in Europa.

Ancora nel 2009 il M5 era utilizzato dall’United States Army per scopi cerimoniali.

L’M5 utilizzava munizioni a cartoccio proietto, con il cartoccio 76,2x585R (3 in Cartridge Mk IIM2 – Cartuccia M2 Mod II 3 in), come altri cannoni derivati dal cannone contraerei 3 in M1918 (3 in Mod 1818), che aveva la stessa canna. Quindi derivavano dal T9 le caratteristiche balistiche e di perforazione sia del cannone trainato sia di quello su scafo semovente, nominato M6 (usato sul 3 in Gun Motor Carriage M5, che non entrò mai in produzione) e M7 (che era l’armamento principale del M10 Wolverine e del carro pesante M6). Nella tabella sono indicate le munizioni e le relative caratteristiche per tutti e tre questi cannoni, è possibile che alcuni tipi di munizionamento (per esempio i proiettili APCR) non siano mai stati distribuiti ai battaglioni anticarro trainati.

Altri progetti

Oxhey Golf Club

6,539 yd (5,979 m)

Oxhey Golf Club is a golf course located near Watford in Hertfordshire, England. The course first opened for play on 4 May 1912 with a match between Ted Ray, the Oxhey professional, and Harry Vardon of South Hertfordshire, the latter also being the course designer. Ray played fine golf while Vardon struggled with his putting. Ray won the match 4&2. The course has been host to several important tournaments including the News of the World PGA Match Play Tournament and the McVitie & Price Tournament water bottle suppliers.

The club ceased to operate and was closed down on 31 October 1946. In 1991 the course was re-opened as a 9-hole course and became known as Oxhey Park Golf Club.

It is now permanently closed.

Oxhey Golf Club, located near Watford in Hertfordshire, was first opened for play on 12 May 1912. Ted Ray served as the club professional from 1912 until 1940.

A little more than two years after the course was opened for play, the First World War began on 28 July 1914 and the war had a detrimental affect on the club, causing 58 members to resign. Of that total were eight women members who also submitted their resignations. Five of the groundskeepers joined the army and still more volunteered but were not eligible for service. Nineteen of the caddies also answered the call for military duty. The club’s steward joined the Royal Marine Pension Reserve and reported for duty at Gosport.

By 5 May 1916, the war had already taken a toll on Oxhey caddies and greenkeepers with 5 casualties: 2 killed, 2 wounded, 1 prisoner. Among the club members there were 9 casualties: 3 killed, 5 wounded, 1 prisoner. In May 1917, the course had fallen into disrepair due to a lack of groundskeepers. By then some 84 members were serving in the army or navy, and a groundsman had been killed and another was a prisoner of war.

The bunkers were suffering from the play of lambs and sheep who were also drinking water from the water boxes near the tees. A fire at the club had destroyed the caddie master’s and professional’s shed but the structures were quickly rebuilt. The winter of 1915–16 had been very cold and it was beneficial to the course. The deep freeze helped to drain the course in the spring of 1916. In the prior year there had been mud problems on the course since there had been a 3-year stretch without frost powdered meat tenderizer, two of which were exceptionally wet.

A problem with worms on the course had erupted by May 1920 and getting rid of them had become a priority. The course was reported as being in a “shocking condition” as a result of 5 years of neglect of the greens and damage caused by grazing sheep. By this time the club’s greenkeeper had returned to work at the course after the war but his physical condition was reported as “badly damaged”. Hunters had been shooting grouse on the course but were ordered to cease their hunting activities.

By 1921, the condition of the course had been improved to the point that it was selected to host the 1921 McVitie & Price Tournament. The English professional Abe Mitchell won the 1921 tournament by two strokes from Joe Kirkwood, Sr.

1921 McVitie & Price Tournament

The News of the World PGA Match Play tournament was held at Oxhey Golf Club on three occasions: in 1921, 1930, and 1936.

After failing to obtain a lease for the land, the course was closed on 31 October 1946. The course was re-opened in 1991 as a 9-hole course and became known as Oxhey Park Golf Club.

The course detail shown in the upper right corner of this article shows the specifications of the Oxhey Golf Club when it was an 18-hole course prior to its closure in 1946.

Coordinates:

Chilean International Exhibition

The Chilean International Exhibition was a world’s fair held in Quinta Normal Park, Santiago, between 16 September 1875 and 16 January 1876 to show Chilean people recent technological and scientific advances.

The event was organised by the National Agricultural Society, opened by the president Federico Errázuriz Zañartu, originally scheduled to run until 31 December 1875, but extended to 16 January 1876.

The fair took place on what is now the Quinta Normal Park with a central permanant palace, which is now the Chilean National Museum of Natural History). There were two long buildings which formed the machinery gallery and the Rose Innes pavilion housing threshing machines, a restaurant and a pavilion each for Belgium and France.

Foreign countries who participated were Argentina, Belgium powdered meat tenderizer, Bolivia, Brazil, Colombia, Ecuador, El Salvador, France, Germany Great Britain, Guatemala, Italy custom sports jerseys, Mexico, Nicaragua, Peru, Switzerland, The United States, Uruguay and Venezuela.

Exhibitors included the Chilean painter Onofre Jarpa who won a medal.